L’OCCHIO

malattie dell’occhio


GLAUCOMA

Il Glaucoma è una malattia oculare caratterizzata da un danno progressivo delle fibre nervose del nervo ottico con conseguente modificazioni strutturali della papilla, visibili all’esame del fondo oculare (Fig. 1), e alterazione del campo visivo.

Fig.1

 

Progressione dell’escavazione papillare e nasalizzazione dei vasi tipici della patologia glaucomatosa.

La principale causa di danno al nervo ottico è l’aumento della pressione dell’occhio (pressione endoculare) a cui si associa una ridotta irrorazione del nervo ottico stesso. La pressione endoculare, i cui valori normali sono compresi tra 14 mmHg e 18 mmHg, aumenta perché l’umore acqueo, liquido secreto dal corpo ciliare sito all’interno dell’occhio, o è prodotto in eccesso, evenienza molto rara, o incontra un’anomala difficoltà a defluire attraverso le normali strutture di deflusso (Fig.2).

Fig.2

 

Se non diagnosticato e curato per tempo l’ipertono oculare può compromettere la maggior parte delle fibre nervose costituenti il nervo ottico con grave danno funzionale, giungendo nei casi più estremi alla cecita. Pertanto una diagnosi tempestiva e cure appropriate impediranno o rallenteranno tale evoluzione.

Frequenza del Glaucoma e fattori di rischio

L’aumento della pressione endoculare rappresenta il principale fattore di rischio della patologia, in aggiunta sono da considerare:

familiarità: se i genitori sono affetti da Glaucoma, il rischio per i figli risulta 2 volte maggiore;

età: a frequenza della malattia aumenta con l’età (0,4% a 40 anni det, 14% dopo i 65 anni);

fattori vascolari: soggetti che soffrono di emicrania, pazienti diabetici o con aumentata viscosità del sangue, ecc..

Le forme di Glaucoma

Esistono diverse forme di Glaucoma, quelle che si verificano più frequentemente sono il glaucoma cronico ad angolo aperto (Fig.3) ed il glaucoma da chiusura d’angolo (Fig.4).

Fig.3  Fig.4

Da:www.mayoclinic.com

 

Nella prima forma l’umore acqueo incontra difficoltà a defluire dal bulbo per un danno della struttura (trabecolato (Fig. 5)) che ne consente il deflusso. A questo consegue un aumento più o meno marcato della pressione endoculare.

Fig. 5

Da: Enciclopedia Medica Italiana, USES

 

Nel Glaucoma da chiusura dìangolo la porzione pi periferica dell’iride, che si trova spostato in avanti, va a bloccare la via di deflusso (trabecolato).
Altri tipi di Glaucoma, sebbene più rari di quelli descritti precedentemente, sono:

  • Il Glaucoma a bassa tensione endoculare dove, pur con valori pressori compresi nei limiti di normalità, si verifica un danno del nervo ottico;
  • Il Glaucoma congenito, presente sin dalla nascita, conseguente ad anomalie di sviluppo delle strutture di deflusso;
  • Le forme di Glaucoma secondario ad altre patologie che comportano una modificazione delle strutture anatomiche oculari.

Sintomatologia

Il Glaucoma cronico ad angolo aperto è una malattia subdola perchè nelle sue fasi iniziali quasi sempre asintomatica. Il paziente infatti non avverte alcuna sintomatologia soggettiva tipo: bruciore, dolore bulbare, riduzione della capacità visiva o del campo visivo, che percepita solo nelle fasi tardive.
Nella Glaucoma da chiusura d’angolo, quando questa avviene in modo non completo, si verifica un annebbiamento visivo transitorio, fotofobia (fastidio alla luce) e dolenzia periorbitaria lieve tipo tensionale.
Nella forma caratterizzata da chiusura completa dangolo (attacco acuto di glaucoma) la pressione endoculare raggiunge valori superiori a 50 mmHg. Vi è una totale perdita visiva, intensa fotofobia, acuto dolore orbitario che si irradia alla parte temporale del cranio dal lato colpito associato ad una sintomatologia generale quale nausea e vomito.

La diagnosi

Giacchè la malattia glaucomatosa è spesso presente in assenza di sintomatologia soggettiva, al riscontro di un ipertono oculare importante, per poter porre una corretta diagnosi, oltre al rilievo dei fattori di rischio (soprattutto la familiarità), eseguire alcuni esami:

  • Misurazioni ripetute della pressione oculare;
  • Esame del fundus: valutazione delle caratteristiche morfologiche della papilla;
  • Gonioscopia: esame dell’ampiezza e delle caratteristiche strutturali dell’angolo della camera anteriore (vie di deflusso dellumore acqueo);
  • Campo visivo: esame computerizzato della sensibilità della retina;
  • Pachimetria: misurazione dello spessore corneale (in media 530 540 m);
    Il valore riscontrato della pressione endoculare va corretto in base allo spessore corneale;
  • OCT (Tomografia a Coerenza Ottica): utilizzato per la misurazione dello spessore delle fibre nervose. Esame di recente introduzione nella pratica clinica che consente di evidenziare il danno delle fibre nervose, riscontrabile prima che con altre metodiche di diagnostica.

Terapia

Il trattamento del Glaucoma si basa essenzialmente sulla riduzione della pressione endoculare che può essere ottenuta con:

  • Terapia farmacologia: instillazione oculare o più raramente somministrazione per via generale di farmaci;
  • Terapia parachirurgica: laser (iridotomia YAG laser, gonioplastica, laser trabeculoplastica selettiva SLT e ciclofotocoagulazione), criotrattamento;
  • Terapia chirurgica (trabeculectomia, sclerectomia profonda, viscocanalostomia, canaloplastica).

La terapia farmacologica del glaucoma nella maggior parte dei casi sufficiente a controllare la malattia, sempre che il paziente rispetti il regime terapeutico prescritto. I farmaci antiglaucomatosi attualmente utilizzati hanno come obiettivo la riduzione della pressione endoculare attraverso due possibili meccanismi: la riduzione della produzione di umore acqueo oppure un incremento del deflusso attraverso la via trabecolare e la via uveosclerale. Distinguiamo:

  • Pilocarpina, Acetilcolina, ecc.. (Parasimpaticomimetici);
  • Dorzolamide, Brinzolamide, ecc.. (Inibitori dellanidrasi carbonica);
  • Epinefrina, Brimonidina, ecc..(Agonisti adrenergici);
  • Carteololo, Timololo, ecc.. (Antagonisti Beta-adrenergici);
  • Latanoprost, Bimatoprost, ecc.. (Analoghi delle prostaglandine)

La terapia parachirurgica o chirurgica viene presa in considerazione quando la terapia farmacologica non è  sufficiente a controllare la pressione intraoculare e/o a impedire un peggioramento del campo visivo.
Le tecniche parachirurgiche più impiegate sono:

La trabeculoplastica: tecnica indicata nei casi di glaucoma ad angolo aperto. Viene impiegato il laser ad Argon o a Diodi.

L’iridotomia Yag laser: (Fig. 6, Fig. 7)tecnica indicata nei casi di glaucoma ad angolo chiuso. Si avvale del NDY Laser.

Fig.6   Fig.7

Iridotomia Yag laser da: www.vergati.net

Nel caso in cui anche la terapia parachirurgica non consenta di controllare la pressione endoculare vi è l’indicazione alla terapia chirurgica che permette attraverso vie alternative di migliorare il deflusso dell’umore acqueo.

 

 

 

 

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