PER il PAZIENTE

procedure terapeutiche


FOTOCOAGULAZIONE


Per il trattamento di alcune alterazioni retiniche quali quelle indotte dal diabete, dalla trombosi delle vene retiniche (centrale o di ramo), nei fori e lacerazioni retiniche, si effettua, in regime ambulatoriale, la fotocoagulazione mediante l’impiego di laser termici (Argon verde, Krypton rosso, ecc..). Essi agiscono tramite l’assorbimento della luce da parte del pigmento tissutale. La luce assorbita è convertita in calore determinando in tal modo una fotocoagulazione: denaturazione delle componenti cellulari e conseguente cicatrizzazione.

Aspetto degli spot laser durante (video), subito e dopo il trattamentoe a cicatrizzazione avvenuta, èer visualizzare la superficie retinica è neccessario che la pupilla sia dilatata. A tal fine viene istillato, a partire da 20-30 minuti prima del trattamento, di collirio ad azione pupillo-dilatatore, in genere il Visumidriatic (Tropicamide).

Per consentire una precisa focalizzazione del raggio laser sulla superficie oculare una lente, dopo aver istillato alcune gocce di collirio ad azione anestetizzante. Affichè la “lente” si adatti correttamenteall’occhio viene applicata sulla stessa del liquido gelatinoso.

Durante il trattamento il paziente avverte una sensazione di abbagliamento che può permanere per un breve lasso di tempoanche dopo il trattamento stesso, non percepisce dolore ma un senso vago di “fastidioso”; solo raqramente può avvertire un dolore intenso e di breve durata (fitta) per particolari aree della retina.

Normalmente il paziente può riprendere le sue mansioni quitidiane già il giorno successivo al trattamento. Le visite di controllo saranno programmate dallo specialista a seconda del tipo di trattamento.

L’effetto del trattamento sulla funzione visiva sarà in rapporto alla patologia di base ed i risultati ovranno pertanto essere preventivamente discussi con lo specialista.

Ad esempio il trattamento laser fotocoagulativo per una lacerazione retinica previene il distacco di retina ma non determina la scomparsa dei corpi mobili (miodesopsie).

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