L’OCCHIO

anatomia dell’occhio


ANESSI OCULARI – LE PALPREBRE

Le palpebre sono formazioni cutaneo-muscolari, una superiore più estesa e mobile, ed una inferiore. Quando si chiudono vanno a contatto tra di loro proteggendo in tal modo il bulbo oculare. In fase di apertura delimitano uno spazio ellittico, la rima palpebrale. Le palpebre sono costituite da tre strati: il cutaneo, il muscolare e il fibroso (setto orbitario di Henle e tarso). Uno strato più interno, quello mucoso, non appartiene alla palpebra ma fa parte della congiuntiva palpebrale. I muscoli della palpebra sono rappresentati dal muscolo orbicolare, deputato ai movimenti di chiusura, dal muscolo elevatore e dal muscolo di Muller preposti ai movimenti di apertura.

Le palpebre sono innervate dal trigemino per la componente sensitiva, dal facciale, oculomotore comune e simpatico per la componente motoria. Esse sono riccamente vascolarizzate, in parte dal sistema facciale (arteria carotide esterna), in parte dal sistema orbitario (arteria carotide interna).

Le palpebre hanno la funzione di protezione bulbare e con i loro movimenti di ammiccamento di mantenere una regolare distribuzione del film lacrimale pre-corneale.

Il tarso è una struttura connettivale ricca di fibre elastiche che conferisce in gran parte la forma e la consistenza delle palpebre. Il tarso superiore di forma semilunare è alto 10 mm nella sua parte centrale, quello inferiore di forma rettangolare è alto 5 mm, entrambi hanno uno spessore di circa 1 mm. La superficie interna è molto aderente alla congiuntiva. La superficie interna del tarso superiore è ricoperta dal muscolo elevatore della palpebra che su di esso si inserisce a sua volta ricoperto dal muscolo orbicolare, mentre la superficie esterna del tarso inferiore è ricoperta dal solo muscolo orbicolare. Nel tarso sono contenute le ghiandole sebacee di Meibomio in numero di 30-40 nella palpebra superiore e di 20-30 in quella inferiore, che si aprono in corrispondenza del bordo palpebrale e responsabili della comparsa del calazio. La secrezione di tali ghiandole concorre a costituire la maggior parte dello strato lipidico anteriore del film lacrimale pre-corneale. Sul bordo libero palpebrale sono presenti anche le ghiandole sebacee di Zeiss e quelle sudoripare di Moll, oltre alle ciglia, peli modicamente rigidi disposti su 2-3 file, più numerosi e lunghi nella palpebra superiore (100-150), più corti e più scarsi (30-75) in quella inferiore.

 

L’apparato lacrimale è costituito da 2 parti con funzioni diverse: una deputata alla produzione delle lacrime (ghiandole lacrimali), l’altra destinata al loro drenaggio (vie lacrimali).

Il “sistema produttivo” è costituito da una ghiandola lacrimale principale suddivisa in due lobi posta all’angolo super-esterno dell’orbita e da varie ghiandole lacrimali accessorie situate nella congiuntiva.

 

 

Il secreto delle ghiandole lacrimali costituisce lo strato intermedio acquoso del film lacrimale pre-corneale. Il film lacrimale è pertanto costituito da tre strati: mucoso, aderente alla cornea, acquoso, intermedio, lipidico, esterno. Il sistema di drenaggio è composto da formazioni membranose tubulari: canali lacrimali, sacco lacrimale e dotto nasolacrimale. I canali lacrimali superiore e inferiore prendono origine dalle papille lacrimali sulla cui sommità vi è il punto lacrimale. Le papille lacrimali si trovano sul bordo libero di entrambe le palpebre a circa 6 mm dal canto palpebrale interno. I canali lacrimali, dopo essersi riuniti, raggiungono la parete laterale del sacco lacrimale, che è situato nella fossa lacrimale ed ha una lunghezza media di 12 mm, una larghezza di 4-8 mm e uno spessore di 2-3 mm. Il dotto nasolacrimale lungo circa 17 mm ha una parte intraossea ed una parte di circa 5 mm compresa nella mucosa nasale, presenta vari restringimenti tra cui una piega mucosa (valvola di Hasner) a livello del suo orifizio terminale, situato nel meato  nasale inferiore. La lacrimazione subcontinua o continua che affligge a volte le persone anziane è conseguente a fenomeni di ulteriore restringimento del dotto stesso.

 

 

Comments are closed.